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CS 15.02.2014 - CONVENZIONE DE LA VALLETTA: VERSO IL RECEPIMENTO

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La Confederazione Italiana Archeologi esprime grande apprezzamento per l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge per la ratifica della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico, siglata nell’ormai lontano 1992 a La Valletta e mai recepita dal nostro Paese.

 

La Confederazione Italiana Archeologi manifesta il proprio ringraziamento ai ministri Bonino e Bray per l’impegno e la determinazione con cui hanno sostenuto la necessità di questo provvedimento e al Presidente Letta per la risolutezza con cui ha voluto inserire il DDL nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri.

 

"Siamo molto soddisfatti – afferma il Presidente Alessandro Pintucci – perché questo provvedimento offrirà strumenti più efficaci per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio, in un’ottica di gestione dinamica e consapevole di sviluppo del territorio e di pianificazione urbanistica. La Convenzione della Valletta rappresenterà, come dimostrano i paesi che già la applicano, una grande opportunità occupazionale e di crescita professionale per gli archeologi che opereranno nel nostro Paese."

 

La Confederazione Italiana Archeologi, confidando in una rapida applicazione della Convenzione, auspica l’apertura immediata di un confronto tra istituzioni, enti locali e associazioni di categoria per la definizione delle procedure e dei regolamenti attuativi della norma.

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CS 10.02.2014 - APPRODA IN SENATO LA DISCUSSIONE SUL RICONOSCIMENTO DEI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

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La Confederazione Italiana Archeologi, nell’apprendere che domani avrà inizio, presso la VII Commissione del Senato, la discussione della Proposta di Legge n. 362, fa appello a tutti i gruppi parlamentari affinché si esprimano favorevolmente su una Proposta che ha già trovato largo sostegno presso la Camera dei Deputati.

Auspichiamo che i lavori della VII Commissione del Senato – afferma il Presidente Alessandro Pintucci – confermino il testo licenziato alla Camera, frutto di un lungo e proficuo lavoro di confronto tra Istituzioni e associazioni di categoria, ed in cui è stata fatta sintesi delle istanze e delle osservazioni di tutti soggetti interessati. Nell’augurare un buon lavoro alla Commissione, rinnoviamo l’auspicio che questa Proposta continui nel suo iter legislativo e che si giunga in tempi rapidi alla sua approvazione, che rappresenterebbe un primo atto concreto per avviare il definitivo riconoscimento dei Professionisti dei Beni Culturali.

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CS 06.02.2014 - RIFORMA MIBACT: SPARISCE L’ARCHEOLOGIA E SI TORNA ALLE BELLE ARTI

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La Confederazione Italiana Archeologi manifesta profondo dissenso nei confronti di alcuni elementi contenuti nel testo di Riforma del MiBACT , elaborato dal Ministro Bray.

E’ inaccettabile che, in un paese come l’Italia, sia lo stesso Ministro a proporre la soppressione della Direzione Generale per le Antichità, con la parola “archeologia” che, non solo non compare nella titolatura della nuova superdirezione, ma non viene neanche citata nel corposo testo.

Si elimina la Direzione che coordina le attività di tutela e gestione del patrimonio archeologico italiano, per costruire un nuovo ufficio che racchiude tutto il patrimonio storico-artistico, facendo tornare alla memoria la fantomatica espressione “Belle Arti” con cui i cementificatori del nostro territorio si rivolgono agli archeologi.

A discapito della Direzione per le Antichità, si mantiene un ufficio centrale per la valorizzazione: come se già non bastasse aver sposato la scellerata idea di scorporare la tutela dalla valorizzazione, decidere di mantenere solo la seconda delle direzioni sembra quasi creare una scala di valori tra le due e pensare che si possa valorizzare il patrimonio indebolendo le strutture che esercitano la tutela.

La Riforma, affiancata ad alcuni provvedimenti adottati dal Ministro Bray, è un ulteriore colpo inferto al settore archeologico del MiBACT, nel solco di un processo di mortificazione dell’archeologia e degli archeologi italiani che non sembra avere fine.

Questa situazione è il frutto della estrema frammentazione della rete degli archeologi italiani, sempre pronti ad arroccarsi ciascuno tra le file della propria compagine, senza riuscire a costruire una visione d’insieme di categoria, che costituisce la forza di altre professioni, all’interno e all’esterno del Mibact

Sono mesi che la Confederazione Italiana Archeologi, spesso insieme ad altre associazioni di categoria, esprime i propri dubbi in merito ai contenuti del Decreto Cultura, al bando dei 500, alle distribuzioni territoriali degli archeologi del MiBACT, alla mancanza di una presa di posizione concreta del Ministro riguardo la Riforma delle Professioni dei Beni Culturali, al continuo aggravio di spesa dovuto a nomine di figure esterne al ministero, ma qualunque richiesta e osservazione è stata pressoché ignorata.

Il Ministro Bray e l’alta Dirigenza del MiBACT, come si ricava anche dalla natura “informativa” dell’incontro con le parti sindacali interne, sembrano aver deciso di delineare un Ministero a proprio personale ed esclusivo piacimento, ignorando qualunque forma di democratico confronto e recepimento di  suggerimenti provenienti da chi quotidianamente per mestiere, e non per incarico politico, svolge la professione di archeologo, dentro o fuori del Collegio Romano.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede, dunque, al ministro on. Bray di ritirare il testo presentato e modificarlo accogliendo le proposte sull’archeologia e sugli archeologi avanzate in più sedi dai rappresentanti di categoria.

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