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COMUNCATI STAMPA

2015

15.12.2015 - GARE D'APPALTO ITALGAS: TRASPARENZA SU CONTRATTI E CIFRE DESTINATE ALL'ARCHEOLOGIA

ITALGAS
La Confederazione Italiana Archeologi e gli Archeologi operanti sui cantieri Italgas di Roma chiedono alla dirigenza Italgas che siano applicati criteri di trasparenza sulle cifre che saranno destinate ai lavori archeologici dei cantieri in concessione da parte del Comune di Roma. 
Quando il 24 novembre scorso una delegazione di CIA e degli Archeologi Italgas ha incontrato la dirigenza Italgas a Roma, forti anche della posizione assunta dalla Soprintendenza di Roma con la lettera inviata lo scorso 12 novembre, abbiamo chiesto rassicurazioni in merito alla trasparenza dei contratti e delle cifre stanziate. Abbiamo atteso novità e risposte su questo punto, che finora non sono giunte. Prendiamo atto della nuova organizzazione del lavoro che ci è stata presentata, che comporterà anche un adeguamento economico per il settore archeologia, novità organizzative che si stanno concretizzando in questi giorni e che dovrebbero essere operative da gennaio. Sull'aspetto della trasparenza, però, non abbiamo finora avuto alcun riscontro, pur avendo sollecitato più volte chiarimenti: siamo fiduciosi che le novità nell'impostazione del lavoro contribuiranno a superare buona parte delle criticità che abbiamo denunciato negli ultimi due anni, ma non siamo disposti a transigere sul tema dalla chiarezza e della pubblicità dei criteri e dell'entità dello stanziamento economico destinato da Italgas al lavoro degli archeologi. Siamo convinti che questa sia una richiesta utile sia per i professionisti, che potranno sapere quanti soldi e su quali voci vengono stanziati per il loro lavoro, sia per l'Azienda, che sarà tutelata dall'aver reso pubblici questi dati, garantendo a tutti la possibilità di individuare eventuali responsabilità nel caso di trattamenti economici non adeguati.

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17.11.2015 - DAL DOTTORATO ALLA TRIENNALE: QUALI I REQUISITI PER DIVENTARE FUNZIONARIO DEL MIBACT?

logo senato

La Confederazione Italiana Archeologi esprime il proprio sgomento riguardo l'emendamento recentemente presentato da esponenti del Gruppo Misto della Commissione Bilancio Senato in merito al prossimo concorso per 500 funzionari presso il MiBACT. Nel testo presentato, si propone di inserire tra i requisiti necessari per accedere alla posizione di Funzionario Area III-F1 la sola laurea triennale.

"L'ultimo concorso bandito dal Ministero - dichiara il Presidente Alessandro Pintucci - prevedeva la specializzazione o il dottorato come requisito minimo per diventare Funzionario. Pensavamo fosse un eccesso richiedere ben 2 titoli di studio per accedere al primo livello di Funzionario, così come riteniamo che sia inefficace, rispetto ai compiti da svolgere, indicare la triennale come requisito minimo."

"Chiediamo al MiBACT - prosegue Pintucci - una piena assunzione di responsabilità rispetto alla formulazione del prossimo bando, per non ripetere gli errori del passato. Lo scorso bando non ha minimamente tenuto conto delle esperienze sul campo, della professionalità e delle competenze maturate al di fuori dell'accademia. Si discuta la distribuzione territoriale dei posti da bandire, ragionando sulle reali esigenze delle soprintendenze e senza escludere del tutto regioni archeologicamente strategiche. Evitiamo di ripetere l'esodo a cui stiamo assistendo in questi mesi con regioni che si stanno nuovamente svuotando creando profondi disservizi nell'esercizio della tutela."

La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro on. Franceschini che vengano preventivamente convocate tutte le associazioni di categoria per definire in modo condiviso quali siano i requisiti necessari, sia in termini di formazione accademica che di esperienze professionali, per diventare funzionari della Stato.

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11.11.2015 - CANTIERI ARCHEOLOGICI A ROMA: SI ALLE COMPETENZE, NO AL MASSIMO RIBASSO

logo comune roma

 

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con estrema soddisfazione il provvedimento emanato dal Soprintendente Archeologo di Roma, architetto Prosperetti, in merito agli Standard professionali per l’assistenza archeologica.E’ la prima volta – dichiara il presidente Alessandro Pintucci – che un soprintendente, in accordo con tutto il corpo tecnico-scientifico del suo istituto, assume una posizione così ferma in sostegno degli archeologi liberi professionisti. L’architetto Prosperetti ha voluto affermare che il delicato compito dell’esercizio della tutela non può prescindere dalle competenze professionali, dall’esperienza e dalla formazione specialistica degli archeologi professionisti.

Finalmente una Soprintendenza – afferma Maria Cristina Leotta, responsabile della CIA Lazio – denuncia il dramma della politica degli appalti al massimo ribasso, che costringono gli archeologi a lavorare per cifre inconcepibili e determinano un grave rischio per la qualità delle operazioni archeologiche."

Siamo orgogliosi di questo primo risultato – continua Alessandro Pintucci – perché è il frutto di un lavoro paziente, costante e determinato che la Confederazione Italiana Archeologi ha condotto insieme alle colleghe e ai colleghi archeologi che operavano sui cantieri Italgas e che hanno avuto il coraggio di denunciare le condizioni economiche a cui erano sottoposti. E’ la dimostrazione che lavorando insieme, evitando processi di frammentazione della nostra categoria, si possono compiere importanti passi nel processo di pieno riconoscimento e rispetto della nostra professione.

Siamo consapevoli – conclude Pintucci - che questo atto non costituisce una soluzione definitiva per eliminare le gare al massimo ribasso negli appalti che prevedono lavorazioni archeologiche e per garantire l’adeguato trattamento economico degli archeologi professionisti, ma costituisce una presa di posizione determinante da parte della più importante soprintendenza archeologica del paese, in una realtà che rappresenta una percentuale molto rilevante del mercato archeologico italiano.

La Confederazione Italiana Archeologi si attiverà affinché tutte le Soprintendenze assumano pubblicamente una posizione netta come ha fatto la Soprintendenza di Roma, emanando simili disposizioni per garantire la qualità degli interventi archeologici e in sostegno degli archeologi professionisti.

 

scarica qui la lettera reader 128

 

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02.11.2015 - DIREZIONI DI MUSEI E AREE ARCHEOLOGICHE: UNA NUOVA SCONFITTA PER GLI ARCHEOLOGI ITALIANI

logo mibact

La Confederazione Italiana Archeologi manifesta le proprie perplessità riguardo le nomine dei direttori dei musei emanate dalla Direzione Generale del MiBACT.

A fronte di circa 90 tra musei e aree archeologiche da assegnare in tutto il territorio nazionale, solo 36 sono stati i funzionari archeologi nominati direttori. Risulta difficile individuare il criterio metodologico di assegnazione degli incarichi, in un contesto generale che vede numerosi musei e siti archeologici affidati a direttori architetti o storici dell’arte, da Villa Adriana al Museo di Ravenna, da Sarsina al Museo di Nola.

Siamo contenti – dichiara il presidente Alessandro Pintucci – che il ministro Franceschini abbia ascoltato la richiesta, arrivata da più parti, sulla nomina di un archeologo alla direzione del Museo Pigorini, peccato però che il criterio della formazione specialistica non sia stato ritenuto indispensabile per altre realtà. Ci chiediamo quali indirizzi scientifici e obiettivi gestionali saranno elaborati da uno storico dell’arte chiamato a dirigere un museo archeologico o da un architetto nominato in una villa romana.

Allo stesso modo – prosegue Pintucci - stupisce che in alcune regioni a singoli archeologi siano stati affidati due o più istituti, anche territorialmente molto distanti, con il caso ecaltante della Basilicata con ben 6 siti assegnati ad un solo funzionario. Come si può garantire l’azione costante di conservazione, tutela, ricerca, diffusione della conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico con una tale distribuzione degli incarichi?

Sappiamo bene che i funzionari archeologi – continua Pintucci – hanno scelto in prevalenza di continuare a lavorare sulla tutela del territorio nelle Soprintendenze e che quindi il numero di archeologi disponibili a dirigere siti e musei sarà stato inferiore a quello di storici dell’arte o architetti. Ma il problema resta di metodo: il Ministero avrebbe mai affidato la Pinacoteca di Bologna, il Vittoriano o Castel del Monte ad un archeologo? Siamo convinti che non succederà mai e uno dei motivi è che la nostra, fuori come dentro il Ministero, continua ad essere una categoria molto debole, che non riesce ad incidere con un’azione culturale e politica unitaria ed efficace.

La Confederazione Italiana Archeologi confida che il MiBACT, così come per i grandi musei, pubblichi la rosa dei nomi tra cui sono stati selezionati i nuovi direttori, in modo da fare chiarezza sui criteri che hanno dettato le scelte operate come sulla decisione di emanare bandi per musei attribuiti poi ai direttori stessi dei Poli Museali.

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07.09.2015 - SICUREZZA AL MASSIMO RIBASSO

 

ITALGAS

 

La Confederazione Italiana Archeologi e gli Archeologi operanti sui cantieri Italgas di Roma apprendono con sgomento dell'ennesimo incidente avvenuto oggi, nella zona di Centocelle a Roma, durante ilavori di un cantiere Italgas. 

In seguito all'esplosione, avvenuta forse per un ritorno di fiamma, 3 operai presenti sul posto sonorimasti feriti. Uno, il più grave, è stato ricoverato all'ospedale S. Eugenio di Roma.

E'da tenere in seria considerazione il fatto che i nostri colleghi, che stavano controllando i lavori per individuare eventuali presenze archeologiche, al momento dell'esplosione non si trovavano, come di norma, a operare a bordo scavo, ed è quindi solo una fortunata coincidenza che oggi non dobbiamo annoverare tra le vittime anche uno di loro.

Non è il primo incidente che si verifica in un cantiere e vogliamo esprimere la nostra vicinanza agli operai coinvolti e alle loro famiglie, nella speranza che tutto si risolva nel migliore dei modi.

Ma bisogna intervenire subito, modificando le regole di questi appalti pubblici. Non possiamo ogni volta aspettare un grave incidente per modificare prassi sbagliate. Quando si lavora per poche decine di euro al giorno, assoggettati alla regola del massimo ribasso, spesso la sicurezza viene messa in secondo piano. Questo è inaccettabile.

Per questo, abbiamo già da mesi invitato il Comune di Roma, la Direzione Italgas e, per quanto di sua competenza, anche la Soprintendenza Archeologica di Roma, a istituire un tavolo che ridiscuta le procedure e le norme di questi appalti. Perchè nel 2015 non è pensabile rischiare la propria vita sul luogo di lavoro, tanto meno per 60 €.

 

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