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CIA SICILIA - 15.06.2015 AVVISIO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE IN ORDINE ALLA SISTEMAZIONE DEI BENI ARCHEOLOGICI DELLA CITTA' DI ALCAMO

Alcamo stemma

Al Sindaco di Alcamo (TP) o al facente funzione

All’Assessore alla Cultura del Comune di Alcamo (TP),

Dott.ssa Selene Grimaudo

Alla Soprintendente BB.CC.AA. di Trapani,

Arch. Paola Misuraca

Alla Dirigente dell’U.O. VIII Beni Archeologici della

Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani,

Dott.ssa Rossella Giglio

e, p.c.

all’Assessore BB.CC. e I.S. della Regione Siciliana,

Prof. Antonio Purpura

all’Ispettorato Provinciale del Lavoro – Trapani

 

Roma, 15-06-2015

 

Oggetto: Avviso per manifestazione di interesse in ordine alla sistemazione dei Beni Archeologici della Città di Alcamo

Con la presente la Confederazione Italiana Archeologi (CIA) e la Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP), associazioni professionali che per statuto tutelano la figura professionale dell’Archeologo, chiedono la sospensione dell’iter in oggetto, avviso pubblicato il 20 maggio 2015 sul sito web istituzionale del Comune di Alcamo, in cui non figura alcun numero di protocollo:

http://www.comune.alcamo.tp.it/novita/comunicati-stampa/2003-sistemazione-dei-beni-archeologici-scadenza-5-giugno.html

Il suddetto avviso desta forti perplessità. In particolare non tiene conto di alcune norme:

Legge 110/2014 che, modificando il D. Lgs 42/2004 (pure richiamato dall’avviso in oggetto). prevede (art. 1, comma 1): (Professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali). - 1. In conformità a quanto disposto dagli articoli 4 e 7 e fatte salve le competenze degli operatori delle professioni già regolamentate, gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali nonché quelli relativi alla valorizzazione e alla fruizione dei beni stessi, di cui ai titoli I e II della parte seconda del presente codice, sono affidati alla responsabilità e all'attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell'arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale.”

La normativa in materia di Beni Culturali non prevede dunque che tali attività possano essere svolte da Associazioni no profit.

Circolare del Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale BB.CC e I.S. n.1 del 10 gennaio 2012 sulle prestazioni a titolo gratuito, che menzionano espressamente la “pretesa indennitaria azionata ex art. 2041, comma 1 del Codice Civile, configurandosil’indebito arricchimento da parte della pubblica amministrazione che abbia in qualunque modo riconosciuto l’utilità delle prestazioni richieste

Alle precedenti osservazioni si aggiungono anche elementi di natura etica:

- Il suddetto avviso prevede la valutazione del “Curriculum delle esperienze maturate dal soggetto (scil. Associazione Culturale senza fini di lucro) e/o dei loro associati”. Si configura dunque un doppio rischio: 1) sfruttamento del lavoro intellettuale di associati in possesso di adeguata formazione universitaria e esperienza professionale e 2) non garanzia di qualità scientifica dell’inventario a cui potrebbero partecipare anche persone senza alcuna specifica competenza, in quanto soci dell’associazione.

- Il fatto che lo statuto delle Associazioni Culturali senza scopo di lucro preveda “finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali” non autorizza le stesse ad operare in ambiti di tutela, entro cui ricadono le attività di inventariazione e valutazione della consistenza patrimoniale del materiale archeologico.

L’avviso in oggetto è dunque ritenuto da CIA e CNAP fortemente lesivo nei confronti della professionalità degli Archeologi. Si invitano le amministrazioni in indirizzo a sospendere l’iter in oggetto e a volerlo riformulare con la previsione di fondi adeguati alla retribuzione di professionisti, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, articolo 7, commi 6 e 6-bis.

 

In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.

 

Alessandro Pintucci

Presidente Confederazione Italiana Archeologi

 

Alessandro De Rosa

Presidente Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti

 

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CIA SICILIA - 16.06.2014 NOTA RIGUARDANTE L'AREA ARCHEOLOGICA DI MOKARTA DI SALEMI

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Arch. Antonino Campo
R.U.P.

e, p. c.,
Arch. Paola Misuraca
Soprintendente BB.CC.AA. di Trapani

Dott.ssa Rossella Giglio
Responsabile U.O. VIII per i beni archeologici


OGGETTO: Nota riguardante l’Avviso Pubblico, prot. n. 3188 del 29 aprile 2014


In riferimento all’“Avviso Pubblico di manifestazione d’interesse per la selezione di un esperto “Architetto, Ingegnere o Geometra” a cui conferire un incarico per “Rilievo planimetrico dell’area di scavo e documentazione grafica e fotografica” nell’ambito del progetto P.O. F.E.S.R. 2007-2013 “Valorizzazione finalizzata alla fruizione dell’Area archeologica di Mokarta di Salemi (TP)” (protocollo n. 11429), la Confederazione Italiana Archeologi chiede un’immediata rettifica dei profili professionali richiesti, mediante l’aggiunta del profilo di Archeologo.
Per gli Archeologi il rilievo dei monumenti antichi non è infatti solo una delle competenze specifiche del proprio bagaglio professionale, ma una delle materie fondanti del percorso formativo e professionale.

Si richiede dunque di voler affiancare nel suddetto Avviso pubblico, accanto ad Architetti, Ingegneri e Geometri, il profilo di Archeologi con comprovata esperienza di realizzazione di rilievo planimetrico di scavo archeologico, tenendo in debita considerazione il nostro curriculum e la nostra professionalità, frutto non solo della formazione universitaria, ma soprattutto dell’esperienza sul campo e del costante aggiornamento professionale, che garantisce il possesso delle competenze necessarie alla realizzazione delle attività specificate ai nn. 1-7 dell’Articolo 2 dell’Avviso.

Confidando nella sensibilità e nel rispetto della professionalità degli Archeologi, siamo sicuri che codesta Soprintendenza provvederà a far apportare le dovute modifiche.

Palermo, 16 giugno 2014


Donata Zirone
(Presidente Confederazione Italiana Archeologi
Sede Sicilia)

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CIA SICILIA - 02.04.2014 - SICILIA: LA SICILIA SI "APRE" AI VOLONTARI, IL LAVORO SI "CHIUDE" AGLI ARCHEOLOGI

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La Confederazione Italiana Archeologi manifesta perplessità per la recente sigla dell’accordo fra l’Assessorato regionale ai Beni Culturali e alcune associazioni di volontariato regionali e nazionali.

L’intesa prevede l’affiancamento di volontari ai lavoratori dipendenti regionali (personale di custodia) per attività di valorizzazione e fruizione di Musei e siti archeologici della Sicilia, mediante la stipula di accordi tra le varie Soprintendenze e le associazioni di volontariato.

"Tale accordo" afferma la Presidente Regionale della Confederazione Italiana Archeologi Donata Zirone "è purtroppo in sintonia con altre iniziative proposte in questi mesi in Italia da diversi Comuni e contro le quali ci siamo schierati apertamente".

"Le innegabili difficoltà nella gestione e valorizzazione di Musei e siti archeologici da parte degli Enti pubblici preposti, che riguardano principalmente aspetti organizzativi e di gestione del personale dipendente già in servizio, e non la carenza numerica di custodi (circa 1.550, tra interni e dipendenti della società partecipata SAS), erano state seriamente affrontate nei mesi scorsi dall’Assessore Sgarlata, che aveva proposto la possibilità di attivare il sistema dei riposi compensativi, già vigente per il personale di custodia alle dipendenze del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo in tutte le altre regioni italiane. È questa, a nostro avviso, la via da seguire per risolvere strutturalmente il problema. Vogliamo incoraggiare l’Assessore a insistere in questa direzione. L’intervento di volontari per supplire a questi problemi" continua Zirone "costituirebbe invece un vero e proprio atto di resa da parte delle Istituzioni."

In altre regioni d’Italia, nel 2008, un concorso nazionale per “assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico” ha previsto prove preselettive, esami scritti e orali al fine di garantire livelli di conoscenze e competenze adeguati al ruolo. Perché in Sicilia, seppure in una situazione di difficoltà ormai cronica, si deve scegliere di delegare questi importanti compiti a volontari, sicuramente dotati di grande senso civico e passione per l’arte, ma di cui è impossibile garantire le effettive competenze e a cui è impossibile affidare responsabilità di tutela, prerogativa esclusiva delle Soprintendenze e non derogabile a soggetti terzi?

Le perplessità non sono dunque basate solo sul rischio che l’utilizzo di personale volontario possa direttamente sottrarre opportunità lavorative ai professionisti dei Beni Culturali, che attualmente svolgono, su incarico retribuito da Soprintendenze, Musei e Parchi archeologici, svariate attività di valorizzazione, didattica e divulgazione del patrimonio archeologico.

"I professionisti dei Beni Culturali, e gli Archeologi in particolare,interviene la Vicepresidente Regionale Claudia Specialevivono in questo momento una fase di difficoltà e di screditamento della propria figura professionale, come dimostrano - solo a titolo esemplificativo - i due recenti avvisi pubblici emessi da parte dei Comuni di Palermo e di Alcamo per l’affidamento di incarichi di sorveglianza archeologica, che prevedono condizioni di lavoro poco dignitose, ai limiti dello sfruttamento. Abbiamo già proposto ai due Comuni alcune sostanziali modifiche agli avvisi, ma chiediamo che anche l’Assessore Sgarlata intervenga direttamente nella questione, bloccando l’iter dei due avvisi, per dimostrare di voler giustamente garantire, oltre la fruibilità dei siti e dei Musei, anche le condizioni professionali e lavorative degli Archeologi, suoi colleghi per formazione". 

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