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COMUNCATI STAMPA

2011

23.12.2011 - ASSUNTI GLI ARCHEOLOGI IDONEI A POMPEI: CON QUALE GRADUATORIA?

ornaghiAvviate le assunzioni dei nuovi archeologi a Pompei

 

 

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con grande favore l’esclusione del Mibac dai tagli di personale imposti dalla manovra finanziaria del governo Monti, che ha permesso l’assunzione degli idonei dei concorsi da assistenti e funzionari archeologi. Tra questi ultimi, un numero cospicuo  presterà servizio nell’area archeologica di Pompei, il cui patrimonio è sempre più a rischio per la necessità di costanti monitoraggi e interventi di conservazione e restauro.
Continuano, però, a destare profondi dubbi i criteri con cui tali assunzioni sono state effettuate.
“Quello dei funzionari archeologi del Mibac – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – è un concorso nato nel caos di requisiti di ammissione mai visti prima per il livello bandito, quiz del tutto folli per verificare la professionalità dei candidati, distribuzione dei posti nelle regioni che ha tagliato completamente il centro-sud, ignorando situazioni emergenziali.” 
“Abbiamo chiesto più volte al Ministero – continua il Presidente Leoni – di chiarire i criteri logici e funzionali, se ve ne fossero, alla base di questo concorso e le risposte ricevute sono sempre state vaghe e non esaustive. Almeno va riconosciuta al Mibac la coerenza di continuare a seguire criteri incomprensibili ai più: i risultati di un concorso regionale si trasformano in una graduatoria nazionale, che però non viene rispettata al momento dell’assunzione!”
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Mibac di fare chiarezza sulle procedure e i criteri in base ai quali gli idonei sono stati assunti e assegnati a Pompei. Dal momento che la graduatoria del concorso resta valida e il Mibac ha mandato politico per procedere all’assorbimento di tutti gli idonei è bene definire e rendere pubbliche subito le esigenze e le intenzioni del Ministero. L’assurda distribuzione territoriale dei posti messi a concorso ha prodotto regioni in cui ormai gli archeologi sono a sufficienza e realtà completamente abbandonate a se stesse, e sarebbe davvero troppo facile citare regioni come Abruzzo, Basilicata, Lazio o Calabria. E non sarebbe neanche corretto utilizzare la graduatoria degli idonei per andare a compensare l’inefficienza del bando e le emergenze delle soprintendenze archeologiche.
Visto che il Ministero ne ha facoltà politica ed economica, la Confederazione Italiana Archeologi chiede che venga bandito presto un nuovo concorso da funzionario archeologo per le regioni escluse dal precedente, stabilendo criteri di selezione funzionali alla effettiva verifica delle competenze e delle professionalità dei candidati.

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12.12.2011 - CONTRATTO DEGLI STUDI PROFESSIONALI: GLI ARCHEOLOGI PERDONO SOLDI E TUTELE

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Approvato il nuovo contratto degli studi professionali in cui sono stati inseriti gli archeologi da cantiere


La Confederazione Italiana Archeologi dichiara profonda delusione e sconcerto per i contenuti del nuovo contratto nazionale degli studi professionali, in cui sono stati inseriti anche gli archeologi. 
“Aspettavamo da anni – afferma Giorgia Leoni, Presidente della Confederazione Italiana Archeologi – che si colmasse il vuoto contrattuale per tutti quegli archeologi che operano in musei, che schedano pezzi, che svolgono ricerche bibliografiche e d'archivio e invece scopriamo che in questo nuovo contratto vengono inseriti solo gli archeologi da cantiere, già ampiamente riconosciuti dal 1999 nel contratto dell'edilizia al 5' e 6' livello accanto ad ingegneri ed architetti.”
“Chi si è preso la responsabilità di inserire tale figura negli Studi Professionali - continua Giorgia Leoni – dovrà spiegare ai circa 15.000 archeologi che operano in Italia, prevalentemente nei cantieri edili, che, pur di vedere accanto alla parola archeologo l'aggettivo professionale, si rinuncia a circa 400 € al mese e a tutele e garanzie fondamentali. Le imprese potranno applicare il cosiddetto “dumping contrattuale”, un escamotage con cui, sfruttando la sovrapposizione tra i due contratti, potranno utilizzare quello che costa meno e che farà guadagnare meno i professionisti.” 
“Personalmente - continua il Presidente Leoni - non ho mai visto una ruspa lavorare in uno studio professionale, o usare il piccone seduti di fronte ad una scrivania col computer.”
La Confederazione Italiana Archeologi attende di capire come sarà possibile conciliare le norme sulla sicurezza di un cantiere con le attività che gli archeologi svolgono in uno studio o in un magazzino, considerando tali gli ambiti di prevalenza in cui si applica il contratto degli studi professionali! 
In caso di maltempo, come si potrà ottenere la cassa integrazione, prevista solo nel contratto dell'edilizia, per l’archeologo che, con il contratto degli studi professionali, lavorerà in cantiere e non in un luogo chiuso? 
La Confederazione Italiana Archeologi auspica che ci siano i margini per poter rimettere in discussione il prima possibile il testo del contratto, eliminando la menzione dell'archeologo di cantiere ed inserendo tutte le numerose categorie di archeologi che ancora non hanno alcun riconoscimento per il proprio lavoro. E’ inaccettabile che il lavoro di migliaia di archeologi privi di riconoscimento professionale e tutele lavorative, che da anni si battono per vedere riconosciuti i propri diritti, diventi il prezzo da pagare per un contratto evidentemente ispirato da soggetti mossi da un interesse più personale che di categoria e sottoscritto da soggetti poco informati sulle specifiche problematiche degli archeologi.

Roma, 12 dicembre 2011

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11.08.2011 - GLI ARCHEOLOGI SONO PROFESSIONISTI: BASTA INDIANA JONES

tg2
La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria indignazione per il servizio sui volontari dell'archeologia mandato in onda al Tg2 delle ore 20.30 di giovedì 11 agosto

Ancora una volta il servizio pubblico nazionale ha sprecato la preziosa occasione di parlare seriamente del lavoro degli archeologi professionisti, preferendo raccontare di volontari e Indiana Jones. L'archeologia è una professione, che si conquista grazie ad anni di studio meticoloso ed esperienze sul campo. 
Siamo stanchi – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – di sentire la musica di Indiana Jones come sottofondo ai servizi sull'archeologia. E' inammissibile che il servizio pubblico nazionale non riesca a parlare del lavoro degli archeologi senza far riferimento a Hollywood, ai volontari o qualche pseudo intellettuale di vasta fama ma con scarsa conoscenza dell'archeologia e degli archeologi.
I volontari – prosegue il Presidente Giorgia Leoni – offrono un contributo in alcuni casi apprezzabile all'archeologia che non potrà mai, in alcun modo, sostituire il lavoro degli archeologi professionisti. Non è educativo trasmettere il messaggio che un po' tutti possono fare gli archeologi, perché nessuno lo direbbe di un medico, un ingegnere o un meccanico. Significa sminuire la nostra professionalità, il valore sociale del nostro lavoro ed il contributo che esso dà alla crescita culturale del nostro paese.
Se il TG2 vuole parlare di archeologia e archeologi – conclude il Presidente Leoni – siamo a disposizione del Direttore per intervenire e spiegare chi è e cosa fa un archeologo vero, non certo Indiana Jones o un dentista in ferie.
La mancanza di riconoscimento della professione, le gravi difficoltà economiche e contrattuali, la mancanza di tutele per i migliaia di archeologi e archeologhe che svolgono la nostra professione meritano maggiore rispetto e attenzione da parte dei media e, primi fra tutti, di quelli del servizio pubblico.

Roma, 11 agosto 2011

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14.09.2011 - I COSTI DELLA TUTELA SI TAGLIANO, QUELLI DELLA POLITICA NO: CI COSTERA' UN PATRIMONIO!


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Continuano i tagli per la tutela del territorio e del patrimonio archeologico



La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria solidarietà al personale tecnico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, che, a causa dei tagli inflitti dalla Manovra Finanziaria al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, non sono più nelle condizioni di assolvere al proprio compito istituzionale di controllo capillare del territorio e tutela del patrimonio archeologico.

La revoca dei rimborsi per i sopralluoghi che i funzionari archeologi e i loro assistenti svolgono quotidianamente nei cantieri presenti nel territorio della città comporta un grave danno per il patrimonio archeologico, dal momento che senza i controlli e le verifiche del personale della soprintendenza si aumenta il rischio di danneggiamenti e abusi edilizi.

Già un anno fa chiedevamo un intervento del Ministro su questo tema, ma – afferma il Presidente Giorgia Leoni – siamo ancora nella stessa situazione: le Soprintendenze continuano a subire tagli vergognosi e gli si impedisce di svolgere le loro funzioni essenziali. Il patrimonio archeologico, il territorio e il paesaggio del nostro paese rischiano di subire un nuovo, inarrestabile saccheggio. Non possiamo permetterlo.

Nessuno ignora la grave crisi economica che sta attraversando il nostro Paese – continua il Presidente Leoni – ma forse prima di tagliare i fondi per la tutela del patrimonio archeologico si potrebbe intervenire sui veri sprechi della Pubblica Amministrazione e sugli inaccettabili privilegi di cui tanto si è letto in queste ultime settimane. Non è ammissibile che si tagli un settore realmente strategico per il nostro paese e un sistema di gestione della tutela che fa da modello a tutto il mondo.

Tagliare la tutela e non i costi della politica ci costerà davvero un Patrimonio, quello archeologico, storico e paesaggistico del nostro paese. Ma noi non lo accettiamo!

La stratificazione storica delle nostre città e la capillare diffusione sul territorio del patrimonio archeologico e artistico sono rivendicate dalla politica sempre come specchietto per le campagne elettorali e per acquisire prestigio internazionale, ma passano nel dimenticatoio e subiscono gravi tagli subito dopo l’espressione popolare.

La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente del ministro on. Galan affinché faccia chiarezza sull’incidenza reale dei costi della tutela sui bilanci delle singole soprintendenze e del ministero in generale, soprattutto per quelle regioni i cui territori geograficamente articolati risultano essere poco raggiungibili con i mezzi di trasporto pubblico. 

 

 

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08.08.2011 - ASSUNZIONI DI ARCHEOLOGI A POMPEI: QUALI CRITERI?

galan
Il MiBAC procede a nuove assunzioni


La Confederazione Italiana Archeologi esprime soddisfazione per l'intervento del ministro Galan che, malgrado i pesanti tagli imposti dalla manovra finanziaria, procederà ad assunzioni in vari ruoli.
"Siamo contenti - ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni - che il Ministro Galan sia riuscito a recuperare dei fondi per assumenre nuovo personale all'interno del MiBAC ed auguriamo buon lavoro a tutti gli archeologi che inizieranno questa nuova esperienza."
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro Galan di rendere pubblico il piano di assunzioni, specificando le professionalità che verrenno assunte, a quali istituti saranno assegnati, quali siano stati i criteri di individuazione delle criticità all'interno del Ministero.
La Confederazione Italiana Archeologi chiede al Ministro Galan, inoltre, di esplicitare i criteri con cui saranno scelti gli idonei delle altre regioni che andranno a ricoprire i posti da archeologo a Pompei, considerando che il precedente concorso non prevedeva archeologi in Campania.

Questo provvedimento conferma le perplessità più volte manifestate dalla Confederazione Italiana Archeologi e le criticità di un concorso bandito su scala regionale che trasforma quelle degli idonei in graduatorie nazionali, penalizzando fortemente gli archeologi del centro-sud che non hanno potuto partecipare al concorso nelle proprie regioni di origine.

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