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  • L. 4/2013

FAQ 4/2013

 Il MiSE, Ministero dello Sviluppo Economico, ha riconosciuto la Confederazione Italiana Archeologi tra le associazioni professionali in regola con i requisiti della legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate da ordini o albi. La CIA è stata inserita nell’elenco delle realtà  associative che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi  riconosciute dal MiSE, consultabile online http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/conf_t_archeologi.pdf.

Il MiSE riconosce così alla CIA la facoltà di attestare la qualità professionale dei propri soci che ne facciano richiesta.

Cosa vuol dire che la CIA è stata inserita nell'elenco del MiSE?
In seguito alla legge 4/2013, che riconosce il ruolo delle associazioni professionali e ne indica le strutture democratiche e di qualità che devono possedere, il MiSE ha il compito di vagliare e di controllare la struttura, l'organizzazione e la democraticità delle associazioni professionali che fanno richiesta di essere inserite negli appositi elenchi gestiti, pubblicamente, dallo stesso Ministero. Questo significa che per circa un anno la CIA è stata vagliata e verificata dal MiSE ed è stata invitata a modificare, migliorare e monitorare alcuni aspetti organizzativi della nostra associazione, in modo che questi rispondessero ai precisi criteri di trasparenza, democraticità e qualità che la legge prevede. È stato un processo laborioso che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo e di rinnovamento dell’associazione.

Possono iscriversi tutte le associazioni all’elenco?
L'elenco, naturalmente, è aperto a tutte le associazioni che ne fanno richiesta, ma solo quelle che rispondono ai severi criteri stabiliti dal MiSE vi vengono iscritte. La CIA è tra quelle.

Perché è importante questo riconoscimento per l’associazione?
Il MiSE negli ultimi mesi ha controllato ogni aspetto della nostra associazione e ha riconosciuto la bontà del lavoro svolto finora dalla CIA, la sua rappresentanza sul territorio, l’affidabilità della struttura associativa, l’efficacia della nostra azione in rappresentanza degli archeologi italiani.

Quanti sono gli elenchi redatti dal MiSE delle associazioni riconosciute?
Esistono tre elenchi: il primo per le associazioni che NON possono rilasciare attestato di qualità dei servizi, il secondo per le associazioni che RILASCIANO attestato di qualità dei servizi. La CIA è nel secondo, dunque POTRÀ RILASCIARE l'attestato di qualità dei servizi ai propri sociIl terzo elenco riguarda solo le associazioni di associazioni, quelle di secondo livello, come il CoLAP, Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali, del quale la CIA è membro attivo, e la cui azione è finalizzata al coordinamento delle associazioni aderenti, attraverso la formulazione di proposte politiche e di soluzioni per i problemi che interessano tutti i liberi professionisti, che hanno come elemento comune il fatto di essere tra coloro che sono interessati dagli elementi legislativi introdotti  dalla legge 4/2013, di cui il CoLAP è stato uno dei promotori.

Perché avete fatto richiesta di essere inseriti nella seconda fascia dal MiSE, quella che prevede la possibilità, da parte della CIA, di rilasciare l'attestato di qualità dei servizi?
Un’associazione professionale è uno strumento di crescita professionale che ha il compito di garantire la pubblicità e l’attestazione della qualità professionale dei propri soci. La novità introdotta dalla legge 4/2013 ci è parsa da subito il percorso naturale per far crescere questa professione e metterla al passo con i nostri colleghi europei.

Solo la legge italiana prevede questa possibilità?
La legge 4/2013 e la conseguente possibilità di attestare le competenze dei professionisti rispondono a una logica europea. In altre nazioni europee da anni le associazioni professionali più importanti già svolgono questo ruolo, con grande beneficio per i committenti, che così non hanno brutte sorprese, e, naturalmente, dei professionisti, che in tal modo vedono riconosciute le proprie competenze e la propria formazione. Anche per questo la CIA da anni fa parte di un network di associazioni professionali attive in tutta Europa. Il nostro ruolo di interlocutore serio e competente che rappresenta gli archeologi professionisti italiani ci è stato da tempo riconosciuto dai colleghi del resto del Continente. In tale quadro stiamo peraltro studiando un sistema per rendere l'attestazione da noi rilasciata in Italia compatibile con quelle degli altri paesi, in modo che le attestazioni siano mutualmente riconosciute nei vari paesi europei. Il mercato del lavoro, anche in archeologia, si allarga, e noi siamo pronti ad affrontarlo e a rendere i nostri soci preparati per nuove esperienze ed esigenze.

Cosa cambia per la CIA ora?
È evidente che questo riconoscimento comporta una maggiore assunzione di responsabilità da parte della nostra associazione e dei nostri iscritti, ma è anche un’importante attestazione della credibilità e del ruolo assunto dalla CIA, frutto del lavoro che abbiamo svolto in questi anni e dello sforzo profuso per la tutela e il riconoscimento degli archeologi. A partire dalla sua fondazione nel 2004, la CIA è cresciuta enormemente e da adesso in poi verremo chiamati a rappresentare ufficialmente la nostra professione ai tavoli ministeriali, con le altre associazioni, i ministeri e i sindacati.

Per la CIA quali obblighi ci sono?
Intanto per ottenere questo importante riconoscimento abbiamo lavorato parecchio, rendendo, a partire dal Congresso Nazionale di maggio 2016, che ha visto oltre 70 delegati in rappresentanza degli archeologi italiani, la nostra struttura associativa più funzionale alla rappresentanza che svolgiamo sul territorio. Ci siamo dotati di uno sportello del cittadino a servizio delle committenze; da anni organizziamo e promuoviamo corsi di aggiornamento professionale per gli archeologi; forniamo annualmente, come previsto dall’art 5 comma 2 della legge 4/2013, l’elenco pubblico dei nostri associati; garantiamo la veridicità delle notizie riportate nel nostro portale web e il suo costante aggiornamento; abbiamo previsto dei documenti associativi chiari e trasparenti che sono a disposizione di chiunque voglia consultarli.

E per gli associati alla CIA?
I nostri soci, come tutti i professionisti non regolamentati da albi o ordini, devono innanzitutto indicare il riferimento alla legge 4/2013 in ogni comunicazione con le loro committenze (es. Professionista ai sensi della Legge 4/2013); dovranno attenersi ai codici di condotta; dovranno procedere all’aggiornamento professionale costante, nelle forme che verranno stabilite dall’associazione e che comprenderanno non solo i corsi universitari e post universitari ma anche le competenze acquisite durante lo svolgimento della professione. Coloro che lo vorranno potranno richiedere l’attestazione professionale alla commissione permanente che istituiremo, che avrà la funzione di attestato di qualità e di garanzia per i propri committenti. Coloro che ne faranno richiesta, inoltre, potranno indicare nel proprio curriculum l’iscrizione alla CIA come riferimento alla qualità dei servizi che svolgono e di garanzia per i propri committenti (ad es. l’appartenenza alla CIA comporta per il committente il fatto che egli si possa rivolgere allo Sportello del cittadino appositamente aperto dall’associazione).

Che vuol dire che la CIA rilascerà l'attestato di qualità dei servizi ai soci?
Significa che l’associazione verificherà, se il socio ne fa richiesta, le sue competenze professionali, come si rapporta con la committenza, le competenze tecniche, pratiche e scientifiche che lo rendono un buon professionista, a totale garanzia dei committenti, che avranno una ragione in più per contattarlo. È una responsabilità importante, poiché il rappresentante legale dell'associazione che ne verifica le capacità e le competenze, risponde personalmente di quanto attestato. Dunque non attesteremo tutti i soci per la sola ragione di essere iscritti alla CIA, ma ne verificheremo le reali capacità e competenze.

Chi verificherà le competenze?
L’associazione sta già lavorando sul sistema di attestazione per il quale verranno stilati documenti, democraticamente elaborati dalle strutture dell'associazione, che consentiranno a una commissione autonoma di attestare le competenze dei soci: professionisti attestati da altri professionisti, in maniera trasparente e pubblicamente verificabile. Sappiamo benissimo che uno dei timori degli archeologi è quello di essere verificati dagli altri, succede in Italia come nel resto del mondo, ma siamo convinti che una cultura professionale matura debba fare i conti con la qualità dei servizi che vengono offerti e non debba avere paura di confrontarsi con le proprie competenze. Siamo bravi, non dobbiamo dimostrarlo a nessuno, ma dobbiamo mettere i nostri committenti nelle condizioni di scegliere i professionisti che meglio si adattino alle loro esigenze, superando definitivamente, la scelta basata solo sul costo minore.

Verranno verificate solo le competenze al momento dell'attestazione?
Il processo di attestazione dura per il periodo necessario a verificare tutte le competenze dichiarate dal professionista: verranno verificate le competenze guadagnate con la formazione, universitaria o meno, ma anche l'esperienza e le competenze acquisite durante lo svolgimento della professione.
Significa che un professionista non sarà più costretto a fare mille corsi a pagamento per essere attestato, ma che dovrà dimostrare di saper fare quello che ha dichiarato di saper fare, qualunque sia il modo in cui lo ha imparato.
L'attestazione avrà una durata temporale, durante la quale il professionista deve rimanere iscritto all'associazione che ne continua a monitorare l'aggiornamento professionale e l'eventuale ulteriore acquisizione di altre competenze.
Non siamo solo laureati in archeologia, siamo professionisti che sanno rispondere alle nuove sfide della disciplina, che restano informati sulle novità della professione, che si aggiornano per essere migliori, che hanno la capacità di conoscere i propri limiti e di scegliere di superarli.
Per questo un committente troverà vantaggioso chiamare un professionista attestato dalla CIA, perché saprà chi ha di fronte; saprà che se ciò che ha dichiarato è falso ci sarà un responsabile di questa falsa dichiarazione; saprà che se si affida a un professionista competente il lavoro sarà svolto nei tempi e nei modi corretti.
Questo sistema in Italia, per gli archeologi, non è mai esistito finora e la CIA lo sta rendendo possibile.

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